La tradizione fa la De.Co., ma cosa fa la tradizione?
La polemica scoppia nel varesotto, con il vicesindaco di Gallarate Paolo Caravati che critica sul quotidiano La Prealpina la De.Co. degli Scudi, una sorta di ravioli, di Somma Lombardo. La motivazione: il prodotto sarebbe troppo giovane per essere considerato parte della tradizione. "Perché un prodotto sia De.Co. - ha dichiarato Caravati - occorre che abbia una storia consolidata che lo leghi al suo territorio d'origine". E conclude: "E' la tradizione che fa la De.Co. e non viceversa". Ma a questo punto viene d'obbligo chiedersi, quando un prodotto, un manufatto, un'idea può diventare tradizione?


Inserito da Paolo il 23.06.2010 | Commenti (9) | in: attualità 
Commenti Se "tradizione" vuol dire "tradire" qualche contraddizione c'è nel considerare la storia qualcosa di immobile. Tradizione significa trarre dal passato ciò che è attuale al presente, ma ciò non toglie che nel presente si possa lasciare un segno di ciò che un giorno potrà essere riconosciuto come tradizione. Se così non fosse, saremmo fermi al museo gastronomico. Con questo sono d'accordo che le invenzioni non possono diventare immediatamente un prodotto identitario, anche perchè prima bisogna che qualcuno si identifichi realmente.
Inserito da Paolo Massobrio - paolo.massobrio@clubpapillon.it il 23/06/2010 15:26:57 
Non bisogna dimenticare poi il caso delle feste, magari di nuova generazione, che però si legano a un prodotto radicato nel territorio. Ad esempio ricordo quella che fanno a Rivalta Bormida sugli zucchini o a Castel d'Ario sul riso alla pilota. Quando una festa si lega a un classico come si fa a dire che anche questo non è parte della De.Co. e anche della tradizione? Inserito da Fabio Molinari - fabio.molinari@comunicaedizioni.it il 23/06/2010 17:22:51 
Ho letto solo il titolo, ma oggi su Repubblica si parla della medesima cosa vista dal lato della cucina. E' inevitabile che una generazione di cuochi si senta di codificare la propria cucina in un dato momento storico. Quando questa diventerà tradizione ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 24/06/2010 07:47:52 
il tema è interessante. nel nostro caso, credo che vada accolta l'interpretazione di tradizione, come di consegna di qualcosa ad altri, una sorta di affidamento di qualcosa di importante per una comunità, alle nuove generazioni. ora, se è vero come è vero quello che sottolinea Caravati, ossia che un prodotto deve avere una storia consolidata con un territorio, è anche vero che ogni prodotto a un certo punto è stato novità. io credo quindi che se in una comunità un prodotto si afferma come valore identitario, la De.co. ci sta. Sempre che ci sia una comunità intera che vede in quel prodotto una bandiera locale - non l'hot dog, per intenderci - e che la sua presenza in quel territorio diventi presenza stabile, ossia dica della sua possibilità di rimanere nel tempo. Rimane il fatto che le De.co. già presenti, dicono che ogni comunità ha patrimoni, prodotti o manufatti che siano, da tutelare, di valore enorme, e che la De.co. in molti casi serve a far sì che non si perdano ricchezze altrimenti a rischio estinzione. Nulla vieta, però, a mio avviso, che se qualcosa di nuovo si afferma come nuovo valore identitario, e quindi si riveli oggetto che inaugura una nuova tradizione, questo possa considerarsi, dopo del tempo, un nuovo possibile prodotto De.co. Se no, se si fossero fatte fuori tutte le novità, e ci si fosse affidati solo al nuovo, non avremmo storia, no? la questione è aperta, però! Gatta
Inserito da gatta - marcogatti23@libero.it il 25/06/2010 18:23:32 
Ho il piacere di annunciare che, presto, in provincia di Cuneo ci sarà una nuova De.Co. Forse due! Inserito da Corsaro - corsaro65@gmail.com il 26/06/2010 00:05:41 
in provincia di cuneo esagerano... non saranno DEnominazioni COrsare? Inserito da iurato - studio.iurato@gmail.com il 27/06/2010 20:15:05 
Giustamente, come è già stato sottolineato, la tradizione è tale anche in quanto altra rispetto alla novità: confondere i due concetti significa, a mio giudizio, rompere degli equilibri spazio temporali che, a maggior ragione nell'era tecnologica che stiamo attrvaersando, genererebbero ulteriore ignoranza e cattiva informazione oltre a quella che già abbonda!... Inserito da dedo - dada2104@yahoo.it il 28/06/2010 16:38:04 
Vossia mi lusinga! Inserito da Corsaro - corsaro65@gmail.com il 28/06/2010 21:50:08 
MA CERTO CHE QUESTO BLOG E' DIVENTATO PROPRIO UN MORTORIO!!! INVECE DI GESTIRNE DUE MALE, LEGGASI IL BLOG "ADESSO", NON E' MEGLIO UNO SOLO, MA BENE??? Inserito da silvio - silvio38@libero.it il 03/07/2010 12:26:05 

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