Chi vuol bruciare la tovaglia?

Ed ora tocca a un altro mito della nostra vita, c'era da aspettarselo: la tovaglia. La vogliono togliere, questi disgraziati. Prima ci hanno dato le tovagliette monouso, poi i quadratini di carta ed ora ipotizzano che basta il tavolo nudo. Sai che risparmio. E che tristezza. Pare addirittura che i francesi siano stati decapitati dalla classifica dei World's 50 best restaurants per aver preferito la tovaglia ad una semplice tavola imbandita di sole stoviglie e curatezza dei piatti. E sul Giornale di domenica si legge che la tovaglia è stata abolita dal danese René Redzepi, primo classificato. A quanto pare, infatti, la tovaglia ha perso di importanza ed è associata nel significato ad alti costi, che la cucina di qualità oggi non può più sostenere. E il messaggio, pure, dei fratelli Alajmo a Rubano (Pd) che a Natale hanno chiuso le Calandre per riaprire in febbraio, a sopresa, seguendo la filosofia dell'essenzialità, con tavoli nudi, cibi raffinati e carta dei vini divisa per vitigni. Ma intanto, seguendo il gioco degli eterni paradossi, si discute di Pet High Chair l'ultima trovata in fatto di animali domestici: consiste in un seggiolino, quasi identico a quello usato per i bambini, che permette a Fido di sedersi con gli altri commensali. Intanto qualche designer ha già pensato al servizio da tavola con tanto di ciotola di ceramica e tazza inclinata per bere. Che dire, siamo ben piazzati no?

     

Inserito da Paolo il 17.05.2010 | Commenti (11) | in: attualità

Commenti

test

Inserito da test - test@test.it il

questa crisi finanziaria si sta dimostrando, ogni giorno che passa, una crisi di intelligenza. per risparmiare togliamo la tovaglia... sarebbe interessante , allora, ritrovare, tutte queste geniali trovate finanziare, descritte sul menu che , a questo pèunto, dovrebbe diventare una specie di conto economico. io, ad un imbecille che elimina la tovaglia per risparmiare vorrei chiedere la contabilità industriale con relativa modifica al break even point..... ma ci rendiamo conto in che mani è la ristorazione? ma che chiudano tutti bottega!

Inserito da Iurato - studio.iurato@gmail.com il 17/05/2010 17:18:17

L'amico Alessandro Meluzzi diceva che la tovaglia unisce, mentre la tovaglietta divide. Questa faccenda di bruciare le tovaglie è alquanto subdola

Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 17/05/2010 17:23:59

un segno?

Inserito da Corsaro - corsaro65@gmail il 17/05/2010 21:51:53

Non posso non itervenire sull'argomento in questione, cioe la Tovaglia, sono daccordo, molti cuochi e ristoratori sono bottegai, e non solo per la tovaglia, faccio parte del comitato di UnionCamere che sta lavorando su una certificazione dei Ristoranti Italiani nel mondo, uno dei requisiti della mise en place, cioè l'arredo del tavolo, che abbia posateria, vasellame e tovagliato italiano, è solo qui in patria che stiamo perdendo il lume della ragione, il lume della nostra cultura gastronomica, infatti l' UE ha chiesto anche l'etichettatura dei piatti, cioe dovremo scrivere gli ingredienti sui menu, bella forza, gli altri paesi europei non hanno la ricchezza della nostra cucina. Non si puo fumare, giusto, non si potra bere se non in quantità limitate, bisogna etichettare i piatti, così che il cliente veda se imbrogliamo con additivi o troppi grassi. Ora anche le tavole sguarnite. Cosa faremo ? dopo tanti anni di lavoro c'è da essere demoralizzati. matteo

Inserito da matteo scibilia - buonacondotta@virgilio.it il 20/05/2010 22:25:08

La tovaglia è creare un'unità, stendere la tovaglia è un gesto che ha dentro un qualche cosa di "sacrale": è il primo gesto di un rito che è approntare la tavola che ospiterà, se a casa, la famiglia o gli amici, se al ristorante, gli ospiti che apprezzano il lavoro di chi ai fornelli ha elaborato i prodotti che la natura ci ha donato e che l'uomo ha coltivato. Non buttiamo via "le fondamenta" altrimenti la "costruzione" sarà più fragile.

Inserito da beppe - studio@studio-due.it il 22/05/2010 19:58:48

Prendo spunto da questi due ultimi interventi, di Matteo e Beppe, per dire che se ci sarà una faccia delle crisi sarà proprio quella della tovaglia che non c'è più. ha ragione Beppe: se togliamo le fondamenta non sappiamo più da dove ripartire. Matteo: notizie in più su questa commissione ? A che punto sono i lavori ?

Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 23/05/2010 08:20:30

A proposito del tema, oggi a Messa un sacerdote, nell'omelia, ha letto la poesia di Aldo Fabrizi, "Sacrilegio" che tre anni fa ci segnalò Luca Doninelli su Papillon. Ve la ripropongo: "Oggi se pranza in piedi in ogni sito; er vecchio tavolino apparecchiato, che pareva un artare consacrato nun s'usa più: la prescia l'ha abolito. 'Na vorta er pranzo somijava a un rito, t'accommodavi pracido e beato, aprivi la sarvietta de bucato… un grazie a Cristo e poi… bon appetito! Nò nun c'è tempo de mettesse a sede, la gente ha perso la cristianità e magna senz'amore e senza fede. E' proprio un sacrilegio: invece io, quanno me piazzo a sede pe' magnà, sento ch'esiste veramente Dio!"

Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 23/05/2010 14:40:33

Apparecchiare la tavola senza la tovaglia non è altro che una tradizione anglosassone, lo fa anche la regina d'Inghilterra ai banchetti ufficiali: anche in questo, ci dimostriamo provinciali, scimmiottando altri. Quanto alla sedia per cani non è, poi, una cattiva idea, sempre che ai loro padroni si somministri una bella ciotola di crocchette!...

Inserito da dedo - dada2104@yahoo.it il 23/05/2010 18:40:10

Se non occore più la tovaglia, allora perchè non mangiamo, seduti per terra!!!

Inserito da Lorenzo - lorenzo.travaglini@tele2.it il 10/06/2010 23:24:27

A questo punto, penso che, eliminando, eliminando, convenga mettersi a tavola e leggere il libro delle ricette raccolte dai vari chef, si sporca meno. A mio parere, è importante per il convivio, l'impronta che riesce a dare l'insieme di particolari dettati dallo stile del ristorante. Credo che gli chef debbano concentrare sulla preparazione e presentazione dei piatti, il resto non è loro competenza. Invece si tende a fare il bricolage di varie professionalità. E come in tutte le cose, se non sei formato adeguatamente, anche se sei superdotato e volenteroso, puoi arrabattarti, ma non hai la preparazione adeguata, pur essendo il titolare del ristorante. I tempi sono senz'altro cambiati. Per riconoscere tutto questo ci vuole un grande occhio. E forse tra gli sponsor di queste superclassifiche mondiali, qualche produttore di tovaglie.

Inserito da Rossana Pioli - rossana.pioli@alice.it il 08/07/2010 12:49:20

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