Un paese ci vuole...
Lo scriveva Pavese ne La luna e i falò: “Un paese ci vuole, non fosse per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".
Ed è un pensiero che accomuna tutti: chi il paese c'è l'ha nel Monferrato, come me, e chi in un angolo della Calabria o della Sicilia. Sempre Pavese ne ha detta un'altra che riportiamo sul nostro libro “Adesso”: “Un solo documento ci interessa e riesce sempre nuovo: ciò che abbiamo imparato fin da bambini”. Non so chi si ritrovi in queste due frasi, certo qui dentro c'è tutto il desiderio da cui nasce Golosaria tra i castelli del Monferrato che celebreremo a partire da venerdì 6 nel pomeriggio, con chi vorrà e con gli amici di sempre di Rocchetta Tanaro e dintorni... Poi renderemo omaggio proprio a Pavese, a Serralunga di Crea, con la presentazione del libro di Gianfranco Lauretano “La traccia di Cesare Pavese” che è nato anche dalle nostre suggestioni di questi luoghi vissuti oggi. So che tanti amici che ci leggono su questo blog verranno a Golosaria, seguendo tutto o in parte il programma che abbiamo messo sul sito www.golosaria.it. E già mi piacerebbe sapere come ci si sta attrezzando e quali pensieri ci girano per la testa... pensando al paese...


Inserito da Paolo il 24.02.2009 | Commenti (58) | in: eventi 
Commenti Credo che meditare su questi splendidi pensieri di Cesare Pavese sia il modo migliore per prepararsi a Golosaria. Inserito da Carlo Zaccaria - carlo.zaccaria@gmail.com il 24/02/2009 18.53.52 
"ciò che abbiamo imparato fin da bambini", è questo il problema e cioè che molti bambini, oggi, imparano ben poco se non come funziona la playstation. Inserito da enrico - enricocost@interfree.it il 25/02/2009 8.24.52 
Si, ma per fortuna c'è anche il rapporto umano... E quello che vedono nell'umano, lascia una traccia Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 25/02/2009 10.02.32 
Delle edizioni precedenti di Golosaria in Monferrato conservo un bellissimo ricordo, soprattutto di quella dell'anno scorso, che ho vissuto in toto... Sicuramente si rivivranno dei gran bei momenti! Quanto al paese, certo che ci vuole: purtroppo ora abito in città, che non ritengo la mia dimensione ideale, forse perchè ho sempre abitato in paese, e ancora oggi il fatto di tornare almeno una volta la settimana in paese, a casa dei miei, è per me una certezza, un sintomo di appartenenza, un riappropriarsi di momenti che sono soltanto tuoi... Inserito da Luca Ripellino - lucaripellino@yahoo.it il 25/02/2009 11.27.29 
Ma perchè non li diciamo i nomi dei paesi ? Il mio si chiama Masio. Il tuo ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 25/02/2009 13.27.34 
Desana, pochi km da Vercelli. Inserito da Luca Ripellino - lucaripellino@yahoo.it il 25/02/2009 13.56.36 
il mio Rosignano Monferrato... l'incanto sulle colline...non c'è terra più bella al mondo! e nelle pagine struggenti di Pavese vi è tutta la potenza di domanda sul senso della vita che evoca la Bellezza che è in quel fazzoletto di terra benedetto...Gatta Inserito da gatta - marcogatti23@libero,it il 25/02/2009 17.10.46 
Il mio si chiama Salussola, un paese ricco di storia che si divide tra una parte collinare e una pianeggiante dove dominano le risaie. Proprio questa mattina ho incontrato un caro signore anziano che da anni si impegna per portare alla luce la storia del nostro paese, purtroppo tra l'indifferenza di molti che probabilmente ignorano la ricchezza culturale di questi fazzoletti di terra. Inserito da Carlo Zaccaria - carlo.zaccaria@gmail.com il 25/02/2009 19.10.05 
Vivo ad Alba e penso che tutti la conoscano, non è un paesino ma si vive bene Inserito da enrico - enricocost@interfree.it il 25/02/2009 19.37.45 
Che belli questi brevi flash dei paesi. Altri ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 25/02/2009 23.09.13 
Oglianico Canavese è il paese dove, dai nonni materni, trascorrevo le vacenze estive, quando abitavo con papà e mamma a Torino. Ho i ricordi di un bambino che dal (odiato) cemento di una città si trovava in (amata) campagna. Nel 1977, avevo 12 anni, complice mio nonno materno, misi in piedi un piccolo allevamento di conigli di razza per poi partecipare anche alle mostre dell'ANCI. Divenni anche giudice di queste mostre. Si parla di quasi tranta anni fa. Mi sembra ieri. Inserito da Corsaro - corsaro65@gmail.com il 26/02/2009 14.15.38 
Qui si vive in frazione "San Sarman, tacà Casà" alias San Germano fraz. alle porte di Casale Monferrato e "iumma fac uari vacansi da cit a Autii", cioè abbiamo passato tante vancanze da piccoli ad Ottiglio. Non so se il dialetto si scriva così, probabilmente no, ma i ricordi del paese, dei paesi, sono spesso legati alla mano del nonno che ci portava a spasso, nei campi, nelle stalle, nelle feste di paese ....parlando la sola ed unica lingua conosciuta! Il dialetto! Inserito da Enoteca Soliti Ignoti - enoteca@solitignoti.net il 26/02/2009 17.46.18 
Bello parlare dei propri paesi delle proprie radici e delle proprie tradizioni.
E' questa la cosa più importantte da trasmettere alle nuove generazioni, cestiniamo le playstation (come simbolo) e via di teatri di burattini,case sugli alberi,monopattini di fortuna e gite fuoriporta.
viva l'italianicità semplice e ricca di storia tradizioni e culture, non lasciamo svanire le nostre identità in pacchetti della felicità globalizzata. Inserito da massimiliano sepe - massimiliano_sepe@libero.it il 27/02/2009 17.08.58 
@ Luca
Ma funziona il tuo indirizzo email? Inserito da enrico - enricocost@interfree.it il 01/03/2009 13.37.27 
Certo che funziona. Inserito da Luca Ripellino - lucaripellino@yahoo.it il 02/03/2009 8.49.30 
Si ho visto, infatti ti ho spedito un'email.Scusa Paolo per questo "fuori progrramma" Inserito da enrico - enricocost@interfree.it il 02/03/2009 9.32.17 
si avvicina il grande giorno...non avete voglia che inizi Golosaria? sotto la dolce pioggia monferrina, l'attesa di Golosaria ha il gusto pieno di attesa delle pagine di Pavese...sogno la merenda sinoira! gatta Inserito da gatta - marcogatti23@libero.it il 04/03/2009 16.26.20 
Quella di venerdì sera. Ma sai che alle 15 a Rocca Civalieri arriveranno I Bologna, Fongo, Pierino dei seigiornisti, Paolo Frola, Beppe del Grappolo, le ragazze cin cin di Brusasco, Carlo Fortunato e la sua fisa. E non è finita... si è mobilitata la Rocchetta. Prevedo festa grande, come ai tempi del treno, ricordi ? Ci mancano soltanto Lauzi e il conte Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 04/03/2009 16.38.27 
ma il conte e lauzi saranno lì, in una festa così, che si preannuncia grandiosa, è una certezza!!! che bello! gatta Inserito da gatta - marcogatti23@libero.it il 04/03/2009 18.04.39 
Paolo Frola è un mito, speriamo venga a farsi un giro anche a Vignale!! Cmq è vero, si "sente" nell'aria che sta per avvenire qualcosa d'importante, non ho dubbi: sarà la solita, bellissima, Golosaria! Inserito da Luca Ripellino - lucaripellino@yahoo.it il 05/03/2009 8.58.47 
Si, Golosaria è entrata nel vivo: ho avuto la conferma che domenica saranno a Vignale 2 eccellenti uomini del gusto novaresi, Massimo Lombardi e Gianmarco Moroni! E l'elenco dei produttori presenti è golosissimo... Inserito da Luca Ripellino - lucaripellino@yahoo.it il 05/03/2009 13.20.48 
Magari faccio un salto anch'io a Golosaria. Grazie Luca, grazie molte. Inserito da enrico - enricocost@interfree.it il 05/03/2009 17.03.13 
E' bello essere circondati da vicini di casa.
Dalla finestra del mio studio, su un colle a volo d'uccello da Moncalvo, vedo in ogni momento della giornata il Santuario di Crea di cui distinguo i dettagli.
E qui la domanda.
Ho letto di un evento al Ristorante del Santuario.
Beh, alcuni anni fa invitato appunto a quel ristorante, ho avuto l'impressione di trovarmi a Tirana o a Sarajevo !!!
E' cambiato qualcosa ?
La gestione intendo.
Me (ce) lo auguro !!! Inserito da Roberto Ferraris - roberto.ferraris@email.it il 05/03/2009 17.09.40 
Credo proprio di si. Io li cenai tre anni fa con Bruno Lauzi, e la cena fu soddisfacente. Ci vediamo allora alle 19 ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 05/03/2009 17.39.39 
Ora si chiamano paesi dormitorio, periferie urbane o suburbane ma sino ad una ventina d’anni fa, il paese era il Paese. Ancora oggi, se ci si addentra oltre la strada provinciale che collega i capoluoghi più importanti, si percepisce che esiste quasi un mondo parallelo fatto di vecchie leggende e appartenenza, invidia e gratitudine.
La piazza come il centro di tutto. Incontri e litigi, amicizie e scorribande. Un cinema a cielo aperto.
Chi ci ha vissuto, vive o ci nasce, lì ha scoperto il senso del limite. I confini da rispettare, quelli da sconfiggere, travalicare, distruggere.
Il paese è quel brulicar di voci che entra dalle finestre dandoti del “tu”, è la strafottenza del dialetto che mette a disagio il forestiero.
Il paese è il profumo del pane che porta il nome di un panettiere, sono i circoli con il campo da bocce dove le uniche donne che si vedono sono quelle dietro il bancone.
Il paese è la risata dell’ubriaco che sa ritrovare la via di casa,
l’anziano che porta sulle spalle il peso della guerra e il ricordo di una fratellanza.
Il paese è il canto dei fedeli che provano il giorno prima della festa, sono i matti che camminano in mezzo alla strada perché i marciapiedi non esistono, ma nessuno li investe.
Il paese era il litigio tra il comunista ed il democristiano per Berlinguer e Andreotti, e la loro opera comune per costruire l’asilo delle suore.
Il paese era la banda del paese e le feste dell’Unità, dell’Amicizia, della Parrocchia.
Il paese sono le voci delle madre che chiamano i figli per la cena, i rintocchi delle campane e le lacrime trattenute per un cordoglio improvviso.
Il paese sono i vecchi che imbrogliano a carte e i ragazzini che si azzuffano lungo la strada,
le uova che i vicini si donano, le sagre, la vendemmia, l’odore di mosto, i campi concimati, il taglialegna che torna dai boschi, il medico che passa di casa in casa, il prete che benedice, il sindaco che spala la neve.
Il paese è la voglia scappare, il gusto della frutta rubata dagli alberi ed il grido di una donna che ha perso il marito.
Il paese è il sapore della polenta sul camino, del latte appena munto, dei salami in palio all’Incanto.
Il paese è l’anima che a volte si perde per strada, sono gli occhi umidi del ricordo.
Il paese è l’inizio, la fine, l’unico luogo dove è possibile ricominciare.
Il paese è il nome di tuo padre, la mano ferma di tua madre.
Inserito da Fabio Cavallari - cavallari.fabio@tele2.it il 06/03/2009 10.34.09 
Vedo che ti stai preparando egregiamente all'incontro di Golosaria a Cocconato, sabato 14 marzo. Grazie! Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 06/03/2009 10.49.43 
Io sono nata a Roma, ma non nel centro abitato, bensì in quello che si chiama l'Agro Romano, la campagna che si stendeva dai colli (i Castelli Romani) al mare, lambendo la città.
Quindi io non ho un paese propriamente detto, ma in realtà le cose non funzionavano in maniera molto diversa, perché al posto del paese c'era una sorta di borgo, costituito dalla chiesa con la canonica e l'asilo gestito dalle suore, la scuola elementare, il forno, l'osteria che vendeva anche sali e tabacchi, il negozietto che vendeva un po' di tutto, il meccanico che all'occorrenza era anche idraulico ed elettricista. Intorno le poche case di quelli che si occupavano di quelle attività. C’era anche lo stanzino che due volte a settimana fungeva da studio per il medico condotto, ricavato al piano terra della casa dove abitava la levatrice, che all'occorrenza faceva anche da infermiera, ma che prima di tutto era una madre di famiglia, moglie del maestro. Tutti gli altri abitavano nei casali sparsi nella campagna.
Però in certi momenti il borgo era animato come un paese: la mattina, quando le madri accompagnavano i figli all'asilo o a scuola, spesso portandoli sulla canna della bicicletta e/o sul portapacchi, e poi si fermavano a far la spesa, la sera, quando l'osteria diventava il luogo di ritrovo, la domenica, prima e dopo la messa. E poi nelle occasioni liete (battesimi, prime comunioni, matrimoni) ed in quelle tristi (funerali) dove partecipavano tutti: quelli che erano invitati, ovviamente, e ma anche tutti gli altri, un po' per curiosare, un po' per effettiva partecipazione alla gioia o al dolore, perché ci si sentiva e anzi si era tutti legati. Tanto è vero che quando noi ragazzini ne combinavamo una delle nostre, lo scappellotto arrivava dal primo adulto che ci aveva a tiro, senza troppi complimenti e senza stare a guardare l’eventuale vincolo di sangue.
C’erano anche la sezione del PCI e quella della DC, a pochi metri l’una dall’altra, che funzionavano soprattutto come punto di ritrovo alternativo all’osteria. Erano aperte con orari legati alla disponibilità di tempo di quelli che ne avevano le chiavi, ma non era raro incontrare le stesse facce da una parte o dall’altra: se trovavi chiusa l’una, ti andavi a fare un giro a carte o una chiacchierata nell’altra, e di chi fosse la foto appesa al muro non importava, tanto si discuteva più di bestie e di coltivazioni che di politica. In prossimità delle elezioni no, per qualche settimana ci si guardava in cagnesco, ci si spiava quasi, neanche che le strategie politiche passassero per quel borgo sperduto nella campagna, ma passate le elezioni tornava tutto come prima, indipendentemente da chi le aveva vinte: più che le tessere contavano i rapporti, e bastava un litro di buon vino bevuto insieme per ricucirli. Inserito da rita - ritarella@iol.it il 06/03/2009 13.29.46 
Belle parole Rita! Alla faccia di chi, da quel mondo che racconti, anche Fabio, ci ha portato in questo qui, di plastica, ben confezionato ma scarso di rapporti veri surrogati perlopiù nelle fiction o (orrore) nei reality delle ore 21,05.
Forza, che si riparte dalle osterie! Inserito da Corsaro - corsaro65@gmail.com il 06/03/2009 13.55.47 
Caro Mastro Massobrio,
se tu dici "soddisfacente" vuol dire che era soddisfacente e, come sempre, credo al tuo giudizio senza condizioni.
Ahimè, non ci vedremo alle 19 come desiderei essendomi, oltretutto, facilissimo raggiungere Crea dal mio colle.
Sarò a Mosca quella sera e penserò a voi tra un sorso e l'altro di vodka intercalati da grossi e poco sapidi cetrioli sottaceto e bocconi di pane borodinsky cui farò ricorso per esorcizzare la non brillante cucina russa.
Avvertirò nostalgia ed acquolina e brinderò a tutti voi: ricambierete ?
A proposito di cose buone: oggi ero da Ferretto a Isola d'Asti.
"Menù dell'Acqua" a 65€ : da raccomandare!
In particolare la zuppetta di lenticchie di Castelluccio col gambero rosso.
Commovente !
Auguri di grande (e indubbio) successo.
Santé ! Inserito da Roberto Ferraris - roberto.ferraris@email.it il 06/03/2009 17.00.47 
Un saluto a tutti, a domani per la grande Golosaria. Inserito da Carlo Zaccaria - carlo.zaccaria@gmail.com il 06/03/2009 19.44.51 
Oggi (sabato) la giornata inizia con un cielo limpido. Ieri da Quattordio a Ponzano e poi a Crea ho visto un Monferrato struggente. E mi ha fatto piacere incontrare tutte quelle persone, nei due incontri, con le quali siamo stati veramente insieme. Oggi inizia con un raggio di sole. Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 07/03/2009 7.22.39 
Ed eccomi a Rocca Civalieri, dopo la prima giornata di Golosaria, con tutti gli appuntamenti pieni di gente. Domani si replica a Vignale e a Camino. Al Castello di Oviglio e in quello di Frassinello, eccezionale, che ho visitato poco fa. Prima del concerto gospel delle ore 16 a Vignale sarò alle 11 al stello reale di Oviglio, poi ad Alfiano Natta, quindi al castello di Gabiano e infine a quello di Uviglie (Rosignano Monferrato). Ci incrociamo lì ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 07/03/2009 19.26.47 
E' finita anche la terza giornata di Golosaria, che ho vissuto girando tra le location ei castelli, incontrando centinaia di persone, che salivano e scendevano per le colline del Monferrato: ad Alfiano Natta (vi racconterò dei magnifici produttori di questo paese), a Frassinello (nel cortile del castello ristrutturato, con altri produttori d'eccellenza della mia Guuda Golosa, a Oviglio (altri ancora ospitati davvero da re), e poi al castello di Gabiano e a quello di Uviglie. Quanta gente poi a Vignale Monferrato e a Camino, nonostante il disagio, assurdo, mediovale, creato dal comune di sotto, Pontestura, che per il suo carnevale (la seconda domenica di quaresima) ha bloccato la strada di accesso al paese di Camino. Luci e ombre del Monferarrato. Grandezze e miserie. Ma la gioia è talmente più forte che quelle tre meschinità che abbiamo ricevuto son già passate in secondo piano. Pronti per ASTI ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 09/03/2009 0.14.23 
Sono stato alla manifestazione Golosaria che si è svolta Sabato e Domenica a Vignale Monferrato a, come l'anno scorso, mi sento di fare i complimenti per la buona riuscita e per l'organizzazione impeccabile. Inserito da Riccardo - riccardo.petruzziello@yahoo.it il 09/03/2009 9.00.27 
Noi non siamo stati fra gli espositori. Per questo ci sentiamo liberi di dire, come visitatori, che è stata un'edizione di Golosaria, caratterizzata da un livello qualitatitvo dei prodotti degustati, di valore assolutamente altissimo (e scusate l'italiacano, ma bisogna proprio massimizzare il superlativo!!). Plausi e complimenti si sprecherebbero, verso gli organizzatori ed ovviamnete verso i produttori e gli espositori tutti e tutti quelli che hanno in qualche modo collaborato all'evento, per cui, per dirla con Totò, ci limitiamo a un ..."ce ne fossero!!!!" Inserito da Enoteca Soliti Ignoti - enoteca@solitignoti.net il 09/03/2009 11.17.39 
...avendo fatto il militare a Cuneo SOTTOSCRIVO! Inserito da Corsaro - corsaro65@gmail.com il 09/03/2009 14.12.43 
Anch'io sono dell'associazione di quelli che hanno fatto il militare a Cuneo. Piero Dadone che mi ha investito ha detto che è bastata la mia unica missione da Castello d'Annone a Cuneo per far parte della famiglia. Ma questo cosa c'entra con Golosaria ? Tutto c'entra. Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 09/03/2009 14.41.20 
quando venerdì ho visto sparire le nuvole e uscire il sole che ha illuminato a festa il Monferrato dal primo minuto all'ultimo di Golosaria, ho pensato a Giacomo Bologna, Bruno Lauzi ed al conte Riccardo Riccardi, ci vogliono bene! e ora ci aspettano nell'astigiano! Pronti per il prossimo fine settimana? Gatta Inserito da gatta - marcogatti23@libero.it il 09/03/2009 15.03.23 
A Luca R.
Ma alle email, non è buona educazione rispondere? Sei mesi di militare a Cuneo anche per me nel lontano '78. Inserito da enrico - enricocost@interfree.it il 09/03/2009 20.13.32 
Scusa Enrico, è la seconda volta che intervieni dialogando con un blogger del mio gruppo e parlando dei fatti tuoi tra te e lui. Non puoi usare un altro strumento (telefono, mail, etc) a proposito di educazione ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 10/03/2009 7.41.49 
Hai ragione, scusa. Inserito da enrico - enricocost@interfree.it il 10/03/2009 11.21.55 
con barbera e salame, con il premio Giovanni Fungo, oggi pometiggio, è partita la Golosaria dell'astigiano! amici vi state preparando? gatta Inserito da gatta - marcogatti23@libero.it il 10/03/2009 16.44.59 
Il blog langue. Siam alle prese con Golosaria. Ma oggi sul settimanale Tempi è stato un regalo il pezzo di Marina Corradi che parla del suo Monferrato, visto da Pontestura. Lei ha casa a Cioccaro di Penango. Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 12/03/2009 12.57.29 
Bè è appena arrivato un comunicato, che sancisce ciò che i blog dicevano la settimana scorsa: Slow Food e Gambero rosso hanno divorziato. La guida ai vini rimane del Gambero rosso, Slow Food uscirà con una nuova guida nel 2010. Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 12/03/2009 15.32.07 
E riusciranno a farle una diversa dall'altra?! Inserito da Luca Ripellino - lucaripellino@yahoo.it il 12/03/2009 17.00.55 
Usti, bella questa domanda ? Ci vediamo a Golosaria ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 12/03/2009 19.59.07 
omologazione delle guide, intendi luca? vediamoci a Golosaria, e brindiamo con quelle barbere che di omologato non han proprio nulla! gatta Inserito da gatta - marcogatti23@libero.it il 12/03/2009 20.54.47 
Sarà strategia: two gusti meglio che one! Inserito da Corsaro - corsaro65@gmail.com il 12/03/2009 21.22.15 
Si, ci vuole una Barbera d'Asti!! Inserito da Luca Ripellino - lucaripellino@yahoo.it il 13/03/2009 8.40.46 
A Golosaria, intendo... c'est plus facile! Inserito da Luca Ripellino - lucaripellino@yahoo.it il 13/03/2009 8.49.00 
Per dire la verità lo scisma fra Gambero e Slow Food non mi dispiace.
Credo oltretutto che la divisione rispecchi davvero le rispettive migliori competenze.
Il Gambero si stava allargando un po' troppo e, ritengo, non c'è bisogno di una Bibbia in materia di scelta dei locali.
Bravi entrambi per ciò che sanno fare meglio nonostante io, al di là degli indubbi meriti sia di Gambero che di Slow Food, non riesca proprio a non provare una forte personale antipatia per entrambi. Inserito da Roberto Ferraris - roberto.ferraris@email.it il 13/03/2009 10.49.56 
Torniamo a bomba. Chi viene a Golosaria ? Come dove e quando ? Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 13/03/2009 13.24.08 
Buona Golosaria a tutti, ci vediamo tra poche ore. Aspettatemi per il brindisi, adoro farlo con la Barbera.
Questa volta possiamo dire di far volentieri a meno del protagonismo di "quelli del carnevale in Quaresima" Inserito da Carlo Zaccaria - carlo.zaccaria@gmail.com il 14/03/2009 8.48.26 
Con piacere avrei partecipato anche a questo appuntamento ma i lavori di campagna mi reclamano. Non nascondo una certa "tristezza" e auguro a tutti un buon svolgimento di lavori. Inserito da Corsaro - corsaro65@gmail.com il 14/03/2009 8.55.48 
corsaro, è stata un'edizione clamorosa, questa Golosaria! alla prossima non mancare! grazie a tutti perchè son stati giorni formidabili! Gatta Inserito da gatta - marcogatti23@libero.it il 16/03/2009 8.23.09 
C'è stata talmente tanta gente Gatta che in quattro giorni non sono mai riuscito ad incontrarti. Il brindisi con la Barbera lo faremo alla prossima Golosaria.
E' stato bellissimo, Vignale e Moncucco, come sempre. Inserito da Carlo Zaccaria - carlo.zaccaria@gmail.com il 16/03/2009 8.39.09 
Io dico di più. Perchè questa edizione ci ha fatto proprio toccare con lo sguardo un territorio,è come se lo avesse atto respirare. La gente è stata tantissima e questa è una bella soddisfazione. Io ho vissuto Golosaria in maniera itinerante, fra incontri e assaggi ed è stato tutto molto bello. Inserito da Paolo Massobrio - massolon@tin.it il 16/03/2009 10.08.50 
Grazie a Golosaria, il Piemonte è ritornato a far risplendere la sua cultura piena di risorsa invidiabile.
Grazie Paolo. Inserito da Bruno - duca.brunosacco@libero.it il 24/08/2009 14.40.18 

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