| |  | Ma la carta sparirà?
La domanda sorge spontanea – direbbero – se ancora ci fossero – Quelli della notte. Ma in realtà dopo la notizia di ieri che i libri on line hanno in qualche modo superato quelli di carta (a proposito di web, pare che facebook abbia superato i 500milioni di utenti), qualche domanda ce la poniamo anche noi. Ancor più dopo che ieri abbiamo lanciato un nostro giornale on line e non più in versione cartacea.
I vantaggi?
1) Lo abbiamo fatto a colori, con la possibilità di mettere più foto illustrative.
2) Non abbiamo avuto il limite della foliazione, sforando tranquillamente di sei pagine.
3) Dalla scrittura all'impaginazione dell'ultima tappa del mio viaggio sono passati solo due giorni e gli utenti lo hanno ricevuto il giorno dopo.
4) Abbiamo messo il link di articoli di corredo e di 5 video di 6/8 minuti l'uno.
5) Abbia ...
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Inserito da Paolo il 22.07.2010 | Commenti (15) | in: attualità | |
| |  | Quante strade per il vino?
Si è acceso il dibattito sulle Strade del vino, dopo l'affondo di Paolo Massobrio su Terre del Vino di giugno: "ci troviamo di fronte al dilemma non risolto dell’inflazione di strade del vino e dei sapori. Ce ne sono troppe, e questa polverizzazione, nel tempo, ha portato a una scarsa incisività a livello promozionale, tanto che ora la domanda è: “Come fare ad accorparle?". Sul numero di giugno di Terre del vino è intervenuto nella discussione con il suo editoriale Paolo Corbini che lancia la proposta di trasformarle con una legge in veri e propri "Gestori del prodotto enoturistico" investendole così del ruolo di garanti del loro territorio. Dalle colonne dello stesso giornale gli ribatte però Massobrio: "come sarà possibile distinguere il grano dal loglio. Perché - continua Massobrio - quando le cose diventano troppe chi le con ...
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Inserito da Paolo il 07.07.2010 | Commenti (4) | in: attualità | |
| |  | La tradizione fa la De.Co., ma cosa fa la tradizione?
La polemica scoppia nel varesotto, con il vicesindaco di Gallarate Paolo Caravati che critica sul quotidiano La Prealpina la De.Co. degli Scudi, una sorta di ravioli, di Somma Lombardo. La motivazione: il prodotto sarebbe troppo giovane per essere considerato parte della tradizione. "Perché un prodotto sia De.Co. - ha dichiarato Caravati - occorre che abbia una storia consolidata che lo leghi al suo territorio d'origine". E conclude: "E' la tradizione che fa la De.Co. e non viceversa". Ma a questo punto viene d'obbligo chiedersi, quando un prodotto, un manufatto, un'idea può diventare tradizione?
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Inserito da Paolo il 23.06.2010 | Commenti (9) | in: attualità | |
| |  | Quando le Dop scoppiano
Tre nuove Dop si aggiungono al paniere italiano che oggi ne conta 205, contro le 170 della Francia e le 136 della Spagna. Si tratta dell'Aglio di Voghiera, del formaggio Piave e del glorioso Canestrato di Moliterno. E l'ex ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro scopre che stanno diventando troppe e dichiara a Italia Oggi che: “Occorre mettersi al lavoro per una certificazione intermedia che dia sfogo alle piccolissime produzioni”. Gli fa eco Mauro Rosati, segretario generale di Qualivita che dice: “Non si può crescere all'infinito”. Il rischio è quello di banalizzare lo stesso istituto delle Dop, che ora coinvolgerà anche il vino, dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo che riforma il settore.
E a questo punti ci chiediamo: troppe Dop? Rischio di banalizzazione? E che dire delle Igp che nella gran parte dei ...
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Inserito da Paolo il 24.05.2010 | Commenti (12) | in: attualità | |
| |  | Chi vuol bruciare la tovaglia?
Ed ora tocca a un altro mito della nostra vita, c'era da aspettarselo: la tovaglia.
La vogliono togliere, questi disgraziati. Prima ci hanno dato le tovagliette monouso, poi i quadratini di carta ed ora ipotizzano che basta il tavolo nudo. Sai che risparmio. E che tristezza.
Pare addirittura che i francesi siano stati decapitati dalla classifica dei World's 50 best restaurants per aver preferito la tovaglia ad una semplice tavola imbandita di sole stoviglie e curatezza dei piatti. E sul Giornale di domenica si legge che la tovaglia è stata abolita dal danese René Redzepi, primo classificato. A quanto pare, infatti, la tovaglia ha perso di importanza ed è associata nel significato ad alti costi, che la cucina di qualità oggi non può più sostenere. E il messaggio, pure, dei fratelli Alajmo a Rubano (Pd) che a Natale hanno chius ...
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Inserito da Paolo il 17.05.2010 | Commenti (11) | in: attualità | |
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